Genitori manipolatori. Lo stop spetta al figlio.

Una delle cose più difficili è ammettere a se stessi che i propri genitori abbiano dei limiti perché questo vuol dire in qualche modo posizionarci da adulti e assumerci la responsabilità delle nostre mancanze senza scagliare delle colpe sugli altri.

Cercare sempre il colpevole cosi come assumere una posizione rabbiosa o peggio: il voler cambiare l'altro, non può che portare nel corso del tempo ad esaurirsi emotivamente.

Difatti se è vero che l'altro assume un atteggiamento manipolare bisogna assumersi la responsabilità di rendersi facilmente manipolabile.

Si pensa sempre che i genitori in qualche modo amino, si giustifica il loro comportamento sbagliato assumendo che lo facciano per il bene del proprio figlio; ma dobbiamo iniziare a pensare che essere diventanti dei genitori e quindi aver messo alla luce un bambino, bambina non vuol dire avere la maturità emotiva ed affettiva per poter davvero fronteggiare questa grande responsabilità.

A volte questo può essere giustificato dalla giovane età dei genitori e se si è fortunati è quindi una situazione in trasformazione, nel senso che i genitori giovani apprendono piano piano grazie al figlio stesso e grazie alle esperienze che fanno crescono come persone; diversamente è il caso di genitori che hanno emotivamente delle carenze profonde e talora dei disturbi non diagnosticati e/o curati allora in quest' ultimo caso i figli si trovano a vivere una situazione stabilmente patologica che crea dei disturbi in loro importanti; questi figli potranno ricercare relazioni manipolative o diventare loro dei manipolatori.

La manipolazione si accosta al narcisismo; infondo manipolare vuol dire cercare di portare qualcuno a fare o dire qualcosa a proprio vantaggio ... e questo lo fa sicuramente chi è centrato sui propri interessi personali. Parlo di interessi perché il narcisista o il genitore manipolatore non è in grado di avvertire bisogni ma utilizza l'altro semplicemente come un oggetto tappa buchi.

La manipolazione è molto sottile e la si riconosce solo quando se ne è totalmente fuori finché  si è dentro si ha una sensazione di confusione come la mosca catturata dalla tela del ragno più ci si dimena più ci si ritrova intrappolati e confusi. Ecco se ti senti confuso  è possibile che tu sia manipolato emotivamente e cognitivamente .

Il figlio manipolato emotivamente non sa connotare attraverso il linguaggio il proprio sentire originario ma ne reca una descrizione linguistica già contraffatta da quello che emotivamente ha imparato dal manipolatore.

Faccio un esempio:  "sono un bambino egoista, per questo merito il silenzio del mio genitore"
Il bambino che crede questo ha già interiorizzato che il proprio dolore e sofferenza emotiva è il frutto del suo essere egoista e quindi non un bambino buono per il genitore ! Spesso si tratta di una negazione del genitore al diritto del bambino di essere tale e quindi diverso dall'adulto!
                     
Vedete come cambia la prospettiva?

Chi è stato manipolato affettivamente ha costruito un immagine di se sbagliata, spesso un immagine data dalle caratteristiche stesse del genitore il quale non accettandosi proiettava sul proprio figlio il negativo di se stesso " sei un egoista " quando ad essere egoista era lui stesso non potendo percepire il figlio come una persona staccata da se stesso e con passioni e caratteristiche sue proprie, e un atteggiamento e temperamento adatto alla sua età.


Solitamente un genitore manipolativo fa sempre credere al figlio che è egoista e pensa solo a se stesso, questo innesca un sentimento di cola nel figlio nei confronti dei genitori; il genitore  terrà legato a lui il figlio in un rapporto di sudditanza !

Mi colpisce sempre la quantità di persone che si sentono egoiste solo perché desiderano qualcosa per se stessi che recando loro gioia e felicità !

La manipolazione si attua sempre attraverso una serie di proiezioni di se stessi sull'altro di parti che non possono essere accettate;all'opposto prendere atto delle proprie parti di se trasferite su di un altro è l'unica strategia di crescita che abbiamo; non è proprio quando ci rendiamo conto che quello che stiamo attribuendo all'altro è anche o sopratutto una nostra caratteristica che iniziamo a migliorarci ? ed ad essere meno aggressivi, più positivi e pieni di  buone intenzioni?
Ovviamente quest' ultimo caso accade  se siamo sufficientemente sani mentre nella patologia non avviene mai un ammissione di colpa o un pensiero riflessivo su se stessi ! Una persona che porta avanti solo guerre e conflitti possiamo senz'altro assumere  che non cambierà!
I conflitti che non generano cambiamento sono quelli sferrati dai folli ciò che domina è l'odio e non abbiamo possibilità di salvezza se l'altro ci odia perché il problema è nell'altro e non in noi e quello che possiamo fare o non fare.

Può un genitore odiare un figlio ? Purtroppo  si!
Avviene quasi sempre inconsapevolmente che il genitore odi il proprio figlio; è difatti incapace di gioire della felicità altrui, si dimostra  più interessato  ai disagi, alle sconfitte, al dolore e per questi  avrà sorrisini beffardi sinonimo della gioia per il dolore del figlio.

Questo tipo di genitore può vantarsi dei successi del figlio ma non può esserne davvero felice perché per sue ragioni è già morto dentro.

La felicità non è qualcosa che qualcuno ci da è qualcosa che siamo in grado di provare o no, dipende da noi stessi.

Il figlio di un genitore depresso, infelice, narcisista come potrà sentirsi amato per quello che è ? Questi genitori sono chiusi nella loro sofferenza vivono per fare tentando di rimediare al loro non  sentirsi vivi!

Un figlio manipolato deve lavorare molto su se stesso interiormente per trasformare il proprio sentirsi perennemente colpevole ed esternamente per mettere uno stop decisivo al genitore manipolatore.

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