Rapporto difficile: madre e figlia

Il rapporto madre figlia risulta spesso difficile sia quando è contornato da emozioni più spiacevoli come rabbia, aggressività, talora competizione, sia quando è edulcorato di affetto quasi fino alla simbiosi.

Una madre per una figlia rappresenta sia il modello di donna da guardare e su cui basare la propria identificazione e differenziazione sia il proprio modello di madre una funzione che la bambina acquisirà poi nel tempo.

Uno dei pericoli è che tra madre e figlia si instauri un rapporto fusionale che non permetta la separazione matura e consapevole delle due che dovrebbero invece costruire relazioni più serene ed affettive con altre persone. I rapporti fusionali sono confusivi e pieni di emozioni spesso contrastanti rabbia e odio miste a senso di colpa e tenerezza.

Questo tipi di rapporti sono caratterizzati da simmetria, nessuno riesce ad uscire dalla relazione e analizzare ciò che sta accadendo in questo caso dovrebbe essere sicuramente la madre ad avere una responsabilità di uscire dalla logica simmetrica di colpi e contraccolpi per sintonizzarsi con la propria figlia.  spesso infatti si litiga ripetutamente senza che mai un litigio sia risolutivo anzi tutte le discussioni sono pressapoco le stesse e se ci s riflette non avrebbero modo di doversi ripetere perché giungono sempre allo stesso punto in cui c'è una presa di posizione una chiusura e solo dopo qualche tempo una riappacificazione momentanea fino al prossimo litigio.

Le madri che reagiscono in questo modo non hanno mai posto una riflessione più profonda sulla loro stessa storia difatti sarà quasi sempre possibile rintracciare per la figlia un rapporto simile tra la mamma e la nonna, motivo per cui tantissime donne si ritrovano a chiedersi come sia possibile che quello che è accaduto alla propria madre questa lo faccia alla figlia.

Essere donna, è molto complesso implica delle riflessioni profonde e valoriali sia a livello societario che più strettamente familiare. Parliamo di tutto quello che si connette e gira attorno alle parole madre, donna, lavoratrice.
Basti pensare come la femminilità sia una componente vissuta in modi molto particolari e diversi da ciascuna donna e in alcuni casi impossibile da esprimere se non sentendosi giudicate e in colpa, talora anche connettere la maternità al lavoro fa sentire molte donne ancora in colpa; frasi che tagliano come una ghigliottina il desiderio della donna " una madre dovrebbe stare con i propri figli" .

Spesso in questi rapporti difficili sono le madri ad essere molto giudicanti con le proprie figlie pretendendo comportamenti ( fai questo ....) pensieri ( non ci hai neanche  pensato che potrebbe essere utile che ....) che spesso inculcano nell'altro l'idea di essere sbagliati e non adeguati, di essere donne egoiste.

Queste madri non riconoscono i bisogni delle figlie anzi provano quasi rabbia e tentano di reprimerli proprio come sono stati repressi per loro:" non piangere", "fai la brava", "le bambine brave non fanno i capricci", e poi da più grande " che donna sei se ..." "hai fatto le faccende prima di pensare a queste cavolate..." insomma ognuno può pensare a ricordare le proprie frasi...

Alcuni rapporti possono diventare altamente distruttivi e porre dei limiti non è facile se questa è la propria madre, e spesso non è sufficiente limitare relazioni se poi interiormente soffriamo.

Il rapporto fusionale in psicologia è quello che caratterizza le prime fasi della relazione della madre con il proprio bambino e prende questo nome dal fatto che è la madre ad interpretare i bisogni del figlio prettamente  partire dal pianto a cui fa seguire la soddisfazione di quelle che intuisce essere le esigenze del bambino; pensate a quanto possa quindi essere negativo che questa modalità si protragga oltre tempo in cui una madre pensa sempre di sapere cosa sia il bisogno del figlio e sia lei a definirlo specie se questa madre non riesce ad avere una sintonia pulita con il figlio; difatti entrare in sintonia o meglio in empatia non vuol dire pensare al bisogno dell'altro attraverso se stesso ma vuol dire propriamente potersi staccare da se stesso per comprendere il bisogno specifico dell'altro. E' vero che spesso la sintonia passa anche attraverso una identificazione dei nostri stati di sofferenza che possiamo poi accomunare ad altre situazione ma da cui dobbiamo sempre distaccarci per lasciare che sia veramente l'altro con il suo essere unico ed eccezionale a definirli; e spesso le madri con cui si instaurano rapporti difficili non hanno una capacità introspettiva dei propri stati di sofferenza che sarebbe comunque un buon punto da cui partire !

Ciò nonostante da una madre per certi aspetti inadeguata se ne può uscire sani e salvi; si può attraverso anche questa esperienza sviluppare delle capacità positive di essere e stare in relazione con gli altri. Fortunatamente la vita non è un equazione matematica e le sue infinite sfumature e possibilità di relazioni sane ci offrono la strada per recuperare noi stessi e creare la nostra vita meravigliosamente unica e sana.

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