Due consigli per le coppie in difficoltà: "sei uguale a tua madre ".

Quando in una coppia si ripetono conflitti e discussioni allora sarebbe meglio fermarsi un attimo e riflettere mettendo in dubbio ciò che si sta provando e sentendo.
Siamo di fatto due essere autonomi e spesso leggiamo l'altro con un unica lente deformante.


Quando una coppia è in difficoltà entra in un escalation di accuse reciproche che spesso trovano fondamento nel proprio sentire. Ma siamo cosi sicuri che quello che sentiamo e proviamo appartiene al qui ed ora ? La psicoanalisi in generale sostiene che il presente non è altro che il ripetersi del passato, specie difronte alle nevrosi. Quando sussiste un malessere imputabile in primi a noi stessi prima di puntare il dito verso l'altro dovremmo iniziare a mettere in dubbio metodicamente il nostro sentire, ponendoci in una posizione di ascolto attivo e reale dell' altro.
Spesso quando siamo insieme ad una partner da anni abbiamo anche conosciuto i suoi genitori, ed una delle accuse più gettonate è " sei uguale a tua madre /padre" . Quando affermiamo questa frase siamo già in un conflitto acceso di solito l'altro non può accettare questa affermazione perché si riconosce altre qualità che in quel momento vengono misconosciute.
Ogni giorno dovremmo scegliere di amare rispettando l'unicità e l'autonomia dell'altro, ponendoci sempre non troppo vicino in modo da non vederlo più ma a quella giusta distanza che permette di toccarsi ma non farsi male. L'amore esprime sempre un bisogno di fusione infondo è nelle primissime fasi della vita che abbiamo o dovremmo aver sperimentato cosa vuol dire non poter vivere senza l'altro. Ma un amore maturo sano in grado di evolvere, crescere e generare sempre una maggiore felicità e serenità ha bisogno di lontananza e differenza.

Ricordiamoci sempre che fusione è vicino alla confusione e nella confusione diventa molto difficile generare amore e felicità.

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