DONNE E UOMINI MALTRATTANTI. IL PRIMO PASSO CAMBIARE NOI STESSE.

Per prima cosa è necessario chiarire cosa intendiamo per maltrattanti: 

uomini che mettono sempre prima i propri bisogni a scapito della compagna, 
padri che non assolvono alla funzione paterna delegando cosi la madre di ogni responsabilità
uomini il cui umore ballerino condiziona la vita della compagna
uomini che si lamentano troppo spesso
uomini che delegano la cura della casa solo alla donna 
uomini che si lamentano che la donna non lavori ma non fanno nulla per metterla nelle condizioni migliori per farlo, 
uomini che non lavorano e si adagiano sulle rendite della donna 

In sostanza la lista è lunga ma di principiò assumiamo che un maltrattamento sia un non rispetto della condizione di parità dell'altro, la dove l'altro viene sminuito o considerato inferiore o che  alcuni comportamenti sono dovuti. 

Entro questa logica nella società moderna è praticamente impossibile che un rapporto di coppia cosi strutturato possa funzionare e rendere felici i partner. 

Un rapporto di coppia si fonda su una parità che non è necessariamente "fare le stesse cose" ma piuttosto "sentire che quello che faccio io è pari a quello che fa l'altro " .

La donna in questa alogica ha le sue responsabilità ad alcune sembrerà normale che la donna si occupi del marito ma questo normale non è occuparsi dell'altro vuol dire assumersi su di se una funzione materna dell'altro quando l'altro non è nostro figlio ! e difatti nel tempo prendersi cura di un uomo maltrattante perchè si capisce e si giustificano i suoi maltrattamenti a fronte della sua "brutta infanzia" vuol dire distruggere la sessualità e la vita di coppia che ricordate "sempre " si regge su un uomo e donna che si incontrano e non su una donna che incontra un bambino. 

La donna che assume questo ruolo lo ha visto fare dalla propria madre il più delle volte e cosi per assimilazione lo ripete nella propria vita senza che questo sia davvero desiderato, anzi si vorrebbe altro ma in realtà non si conosce altro ed amare in modo diverso sembra anche egoistico. 

Quando nel tempo la propria capacità di amare si  plasmata sul "io mi prendo cura di te " cambiare questa modalità sembra provare un non amore accontentarsi di una stabilità. Ossia la donna si innamora sempre di un bisognoso e questo può anche andare bene purchè il rapporto possa evolvere verso altri orizzonti. 

Oggi l'autonomia economica della donna è fondamentale nel creare un rapporto di parità non ho mai conosciuto donna di altre generazioni che a fronte della mia domanda "perchè non lo ha lasciato ?" non mi abbia risposto " non sarei potuta andare da nessun altra parte non avevo nulla " . Segno che i rapporti passati spesso e volentieri si reggevano sia per l'uomo che per la donna su una divisione cosi nettà delle responsabilità ( donna responsabile della casa e figli, uomo dell'entrata economica) che l'uno senza l'altro non potevano sopravvivere. 

I tempi sono cambiati e la cura della casa e dei figli non è più sufficiente a rendere felice una donna che in qualche modo per esprimere se stessa e realizzarsi nel mondo ha la necessità di esprimere alche la sua utilità al mondo come donna e questo spesso vuol dire lavorare o comunque avere delle attività altre a cui dedicarsi. 

Cosi come è diventato impensabile per l'uomo assolvere alla realizzazione di se stesso nella sola funzione lavorativa ed economica. Anche la crisi economica in questo ha innescato dei cambiamenti sociali rilevanti la dove erano le donne a riuscire a trovare lavori per sostentare la famiglia e non più gli uomini.

Donne il primo passo è cambiare se stesse e vedere se cambiando noi la relazione in cui siamo si modifica se questo non accade sarà necessario tagliare la relazione o in modo naturale questa si dissoverà!

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