3 maggio 2013

Qualche utile consiglio per migliorare la gestione del tempo alla nascita del primo figlio.


Da sempre uno degli elementi di difficoltà nella vita di un adulto che diventa genitore e' quello  acquisire una nuova organizzazione del tempo. Questi cambiamenti riguardano sia la gestione delle attività solitamente, condotte individualmente, che quelle in coppia.


La presenza di un nuovo essere piccolo e bisognoso di cure, ci costringe a riflettere sul tempo di cure da dedicargli. La nascita di un figlio comporta che gli spazi per la coppia e per se stessi vengano ridotti, se infatti dobbiamo prenderci cura del pargolo, da qualche altra parte dobbiamo sottrarre tempo da destinare ai giochi, alle cure e  al maternage.

Questi riassestamenti possono portare litigi e addirittura rotture all'interno della coppia, quando i coniugi non trovano dei buoni compromessi.

Ad esempio può succedere che sia uno, e nella maggior parte dei casi è la donna, a dover rinunciare all'attività' lavorativa, e tempo personale; se puoi a questo, si aggiunge la scarsa cura da parte dell'uomo, verso il proprio figlio: accuse e recriminazioni reciproche, possono avvenire all'ordine del giorno. 

Rinunciare a passioni, interessi, sport, ecc.. colpevolizzando il proprio partner senza una riflessione su quanto siamo stati partecipi in questa cattiva gestione del tempo non porta da nessuna parte.  

Spesso capita di sentire donne lamentarsi del proprio marito e di quanto si coinvolga poco nell’ educazione del proprio figlio;  donne che poi però sopprimono ogni minimo intervento accusandolo di inadeguatezza. Certamente ci sono uomini scansafatiche, che delegano alle propri mogli tutti gli impegni familiari e genitoriali; ma anche donne che assumono rigidamente ruoli accuditivi ed educativi, rinunciando ai propri spazi individuali, per poi lamentarsene. 

I contesti culturali sono importanti per significare azioni individuali e di coppia; difatti,  non bisogna dimenticare che proveniamo da una cultura in cui è sempre stata la donna a dedicarsi alla casa e alla crescita dei figli, mentre l’uomo portava il sostento economico;  solo negli ultimi tempi si sta rivalutando il ruolo educativo del  padre.

In questo campo, almeno due sono le linee guida da seguire per le giovani coppie, che si trovano in questa delicata fase del ciclo vitale e alle prese con una nuova gestione del tempo.

Innanzitutto, i coniugi dovrebbero misurate  quanto tempo trascorrono in un attivita', può essere utile trascriverlo su un foglio e verificare successivamente le discriminanze di tempo che ci sono tra padre e madre nel dedicarsi al proprio figlio. Dopo aver fatto questo occorre discuterne e vedere quanto si è soddisfatti degli equilibri in corso, e valutare eventuali modifiche. Ricordiamo che l’ obiettivo dei coniugi non sarà quello di dividersi in maniera uguale i tempi, ma piuttosto di raggiungere un equilibrio soddisfacente per entrambi avendo cura di lasciarsi  tempo individuale e per la coppia in cui è escluso il figlio.

Questo post partecipa al blogstorming
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Dott.ssa Silvia Rotondi 
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